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The Poodle Guide

Collasso tracheale nel barboncino: quella tosse che sembra un'oca

Dalla redazione di The Poodle Guide · Aggiornato il 7 settembre 2026

Barboncino toy albicocca dal pelo riccio con una pettorina verde, in piedi sull'erba di un parco

Una tosse corta e secca, che sembra lo starnazzo di un'oca, dopo l'eccitazione o mentre il cane tira al guinzaglio, beve o mangia di fretta. In un barboncino toy anziano quel rumore è il biglietto da visita del collasso tracheale: una trachea che non riesce più a restare aperta da sola.

Cosa succede dentro la trachea

La trachea è un tubo di anelli di cartilagine a forma di C, chiusi in alto da una membrana di tessuto connettivo. Nel collasso quegli anelli, la membrana o entrambi sono troppo cedevoli: il tubo si appiattisce dall'alto verso il basso e il passaggio dell'aria si restringe. La cartilagine risulta povera di cellule e con meno glicoproteine e glicosaminoglicani, cioè le sostanze che le danno elasticità.

Perché accada non lo sa nessuno: si parla di predisposizione, con obesità, inquinamento dell'aria, allergeni e tosse dei canili come acceleratori. La causa non si può rimuovere e il decorso è lentamente progressivo, ma una malattia delle vie respiratorie può farlo precipitare in pochi giorni.

Un problema delle mole piccole

Qui bisogna distinguere le quattro taglie del barboncino. Il gruppo a rischio è quello dei cani leggeri: il toy (24-28 cm, 2-4,5 kg) e il nano (28-35 cm, 4-7 kg). La media mole (35-45 cm, 9-13 kg) e il grande mole (45-60 cm, 20-30 kg) lo sono molto meno: le casistiche si costruiscono sui cani sotto i dieci chili.

Le razze sono sempre le stesse: maltese, volpino, chihuahua, yorkshire e barboncino. In un gruppo di 110 cani piccoli esaminati in fluoroscopia tra 2022 e 2024, il barboncino era la terza razza con il 15,4%, dopo il maltese (30,9%) e il volpino (22,7%); in un secondo gruppo di 51 cani, toy e nano insieme facevano il 15,7%.

L'età media era 11,4 anni, con casi da 2 a 19, e il 91,8% aveva superato gli otto anni; peso medio 4,68 kg. Non è un caso: sono le mole piccole ad arrivare davvero a quell'età, vista la lunga aspettativa di vita del barboncino toy. È un tema da barboncino anziano, non da cucciolo. Un dato spicca su tutti: il 97,2% era sopra la condizione corporea ideale. È la leva su cui puoi agire tu: vedi il sovrappeso nel barboncino.

I quattro gradi

Il veterinario classifica il collasso in base a quanto si riduce il lume:

  • Grado 1: anelli ancora normali, la membrana sporge verso l'interno. Riduzione fino al 25%.
  • Grado 2: gli anelli si allargano e si appiattiscono, la membrana è più mobile. Fino al 50%.
  • Grado 3: i bordi degli anelli sono palpabili, il tubo è quasi chiuso. Fino al 75%.
  • Grado 4: trachea praticamente piatta, membrana appoggiata sul fondo. Oltre il 75%.

Quel numero però dice meno di quanto sembri: nello studio sui 110 cani né la sede né il grado erano legati alla gravità della tosse, e il tratto peggiore era spesso all'altezza della carena; il 68,1% aveva anche un collasso dei bronchi. Si cura il cane, non il numero.

Tossire non significa per forza trachea

Il cuore. Nello stesso gruppo il 55,4% aveva una malattia mixomatosa della valvola mitrale in stadio ACVIM B o superiore e il 26,4% ipertensione polmonare: in un cane piccolo e anziano la tosse può venire dal cuore, dalla trachea o da entrambi.

Lo starnuto inverso. Qui l'aria viene tirata dentro con forza dal naso, con un rumore che sembra un russare, il cane a zampe larghe e collo teso. Dura pochi secondi o qualche minuto ed è quasi sempre innocuo: il collasso dà invece una tosse verso l'esterno.

Come si arriva alla diagnosi

Si parte dalle radiografie del torace in inspirazione e in espirazione, perché la trachea cede in punti diversi a seconda della fase. Non sono risolutive: sensibilità dal 60 al 90%, circa un 25% di falsi positivi, gravità sottostimata rispetto alla fluoroscopia. Mostrano però subito il cuore, e visto quel 55% non è un dettaglio. La certezza la dà la tracheoscopia, o broncoscopia, esame di riferimento ma in anestesia. Le tariffe cambiano molto da struttura a struttura: chiedi un preventivo scritto e verifica come la tua assicurazione tratta le patologie respiratorie croniche.

Prima i farmaci, poi semmai lo stent

La terapia medica viene per prima ed è più efficace di quanto molti credano: in un'indagine su 100 cani il 71% è rimasto senza disturbi per oltre dodici mesi, e nel gruppo dei 110 l'86,6% è migliorato con modifiche ambientali, calo di peso e farmaci, indipendentemente dal grado. Si usano sedativi della tosse come la codeina, un corticosteroide, se serve un antibiotico e a volte un broncodilatatore, la cui utilità è discussa.

Se non basta si valuta la chirurgia. Gli anelli protesici applicati all'esterno causano paralisi laringea nell'11-30% dei casi, per danno al nervo laringeo ricorrente, e possono dare necrosi tracheale; inoltre non raggiungono il tratto dentro il torace, coinvolto nel 65% dei cani. Lo stent intraluminale autoespandibile in nitinol è mininvasivo ma non più rimovibile: in uno studio su 18 cani la mortalità entro 60 giorni è stata dell'11,1%, con complicanze come frattura dello stent, migrazione, tracheite, tessuto di granulazione, perforazione tracheale e laringospasmo. A due anni più della metà dei cani con stent è ancora viva, e i farmaci servono comunque.

Cosa puoi fare tu

  • Via il collare. La pressione sul collo è un innesco diretto: guinzaglio alla pettorina, medaglietta al collare.
  • Il peso, controllato spesso. In un cane da tre chili duecento grammi sono tanti, e si vedono solo sulla bilancia.
  • Niente fumo in casa. Fumo e polvere sono tra gli irritanti più citati in letteratura.
  • Evita caldo e picchi di eccitazione. Ansimare e le feste alla porta accendono la tosse: vedi il barboncino con il caldo.
  • Porta un video. In ambulatorio il cane non tossisce quasi mai; dieci secondi di filmato valgono più di ogni descrizione.

E l'allevamento?

A differenza della lussazione della rotula, per la trachea non esistono test di screening né requisiti riproduttivi: gli esami richiesti nel barboncino riguardano ginocchio, occhi e DNA. Quello che puoi chiedere a un allevatore è come stanno i cani anziani della sua linea, perché è lì che il problema si vede. Restano i minimi di legge: cessione non prima dei due mesi, 90 giorni in Lombardia, microchip prima della consegna, iscrizione al ROI tramite ENCI. Soglie minime, non un certificato di qualità: il resto è nella panoramica sulla salute del barboncino toy.

In sintesi

  • Tosse secca a starnazzo d'oca con eccitazione, guinzaglio, cibo o caldo: è il segnale classico.
  • Riguarda toy e nano, molto meno media e grande mole. Età media 11 anni, oltre il 90% sopra gli otto.
  • Il grado da 1 a 4 non dice quanto tossisce: si cura il cane, non il numero. E la tosse può venire anche dal cuore: il 55% aveva la mitrale malata.
  • Farmaci, pettorina, peso e aria pulita danno sollievo duraturo in oltre il 70% dei casi. Lo stent è l'eccezione.

Domande frequenti

Che cos'è il collasso tracheale nel cane?

La trachea è tenuta aperta da anelli di cartilagine a forma di C, chiusi in alto da una membrana di tessuto connettivo. Nel collasso quegli anelli, la membrana o entrambi sono troppo cedevoli, e il tubo si appiattisce dall'alto verso il basso. La cartilagine risulta povera di cellule e di glicoproteine e glicosaminoglicani; la causa esatta resta sconosciuta.

Come si riconosce la tosse del collasso tracheale?

È secca, forte e caratteristica: viene descritta come uno starnazzo d'oca. Compare con l'eccitazione, la pressione sul collo, lo sforzo, mentre il cane mangia o beve, con il caldo, il fumo e la polvere. In un gruppo di 110 cani sotto i 10 kg il 98,1% aveva tosse cronica e l'8,2% episodi di svenimento.

Il barboncino è tra le razze colpite?

Sì, ma soprattutto nelle mole piccole. In uno studio su 110 cani di piccola taglia il barboncino era la terza razza con il 15,4%, dopo il maltese (30,9%) e il volpino di Pomerania (22,7%); in un secondo gruppo di 51 cani i barboncini toy e nano erano il 15,7%. È un problema del cane anziano: il 91,8% aveva più di otto anni.

Bisogna operare un cane con collasso tracheale?

Di solito no. Si parte da farmaci, calo di peso, pettorina al posto del collare e aria senza fumo, e funziona meglio di quanto ci si aspetti: in un'indagine su 100 cani il 71% è rimasto senza disturbi per oltre un anno. Lo stent entra in gioco solo quando questa strada non basta, e i farmaci restano necessari anche dopo.

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